Da tempo il gruppo Castel Monte sostiene, che nel sociale e nel sanitario, siamo di fronte a nuovi, ed immaginabili, fino a poco tempo fa, scenari. Vi è un consistente, di fatto, ridimensionamento delle prestazioni sanitarie e sociali.
Ad una discussione inutile, su welfare sociale o community, si è deciso di fare dei tagli, consistenti e indiscriminati, delle prestazioni.
Gli scenari macroeconomici, a fronte di questa decisione, prevedevano un'espansione del settore privato. Però, questo almeno per il momento, non sta avvenendo perchè i cittadini non ricorrono al privato. Molte recenti indagini dicono infatti di una contrazione della spesa, sanitaria in generale, e di un aumento anche delle prestazione low cost. Questa situazione è particolarmente accentuata nella popolazione anziana, che è un punto importante della spesa. Mentre per quanto riguarda la cronicità i tagli, sono stati solo annunciati, e per il momento, è ancora garantita dal sistema pubblico.
Sicuramente questo è dovuto alla crisi economica e all'incertezza economica. La scelta degli utenti è quella di fare solo le prestazioni urgenti e non rinviabili.
La riduzione delle prestazioni pubbliche, e la necessità dei cittadini di trovare soluzioni alternative, hanno consigliato alla Castel Monte di costituire un “Osservatorio per la famiglia”. Un luogo di sintesi nella risposta, alla domanda di sanità e sociale, integrativo a quello pubblico.
Il suo obiettivo è infatti quello di essere uno strumento d'intervento sui bisogni della famiglia.
Per prima cosa, attorno a lui, abbiamo costituito delle convenzioni con forti aggregatori di domanda. Al momento attuale, i nostri interlocutori, sono lo: SPI CGIL di Treviso (42 mila iscritti); Unindustria di Treviso (circa 10 mila persone interessate); la Confederazione Italiana Agricoltori Treviso (2 mila associati). Abbiamo in essere una convenzione con le farmacie della provincia di Treviso, tramite Farmarca/Federfarma, che vale per i loro clienti. Altre ipotesi sono in itinere nell'area dell'artigianato.
Fatta questa “rete aggregativa” della domanda, ora dobbiamo fare la promozione, che sarà più forte e sicura, in funzione del diffondersi del famoso “passaparola”.
Questa nota serve anche per farci riflettere sugli scenari possibili, legati al risanamento della finanza pubblica. Chiaramente al momento si è proceduto solo a dei tagli, fatti purtroppo in modo indiscriminato. Non si è ancora inciso invece sugli sprechi che sono molti.
La riprova è di questa fretta e furia di intervenire comporta, ad esempio, che ci sono circa 500 mila persone, i cosiddetti “esondati” che hanno un accordo, di vario tipo di pensionamento, e che non posso farlo perché sono stati tagliati fuori dalle nuove norme pensionistiche. Altro esempio non ci sono più fondi per sostenere il ricovero degli anziani nelle case di riposo. Che ci sono, si stimano, 40 miliardi di euro di sprechi nella sanità non identificabili, e quindi non si sa come e dove tagliare. Nel mentre mancano 27 miliardi per mantenere gli accordi previsti dal piano socio sanitario discusso e concordato tra Stato-Regioni nel 2010.
Tutti dicono che passata la fase dell'emergenza occorrerà discutere seriamente sul modello di welfare che si vuole e che necessità. Ecco perchè, come sempre cerchiamo di stare sulla discussione e capire cosa sta avvenendo e come.
Con questa nota ad esempio vogliamo segnalare un movimento di analisi e di protesta che fa capo a tante associazioni del non profit italiano. Associazioni che hanno un forte peso, concreto,nell'area del sociale, specie dell'assistenza alle persone.
Nei primi giorni di marzo (1/2 marzo 2012, a Roma) questo gruppo di associazioni ha discusso in un'affollata convention, su un nuovo scenario del sociale in Italia.
Il gruppo, per non essere autoreferenziale, ha chiesto il contributo di grandi studiosi del sociale. Tra questi il prof. Paolo Leon, economista kenesiano (allievo del prof. Federico Caffè) e teorizzatori del welfare come investimento sociale; la prof.ssa Chiara Saraceno, sociologa, che si occupa della famiglia e del welfare familiare; il prof. Stefano Rotodà, esperto di diritti sociali. Inoltre nelle varie commissioni di studio, si sono alternati diversi studiosi ed esperti in materia. Insomma la capacità di studio e di analisi e di notevole pregio, anche se non sempre condivisibile. Quello che è certamente condivisibile è che un sistema di welfare, pubblico e privato integrato, non può che funzionare se il sistema regolatore non è basato sul diritto del cittadino. Questo elemento di fondo lo deve stabilire solo il pubblico, attorno ad esso deve esserci la partecipazione attiva del cittadino, anche con strumenti di gestione privatistica.
È l'obiettivo di fondo dell'Osservatorio per la famiglia della Castel Monte, ed è la logica dell'investimento del gruppo nell'area del sociale e sanitario.
Sulla necessità di ridiscutere il valore sociale ed economico del welfare del diritto di cittadinanza si stanno sviluppando teorie interessanti, a livello sociale ed economico, anche negli Stati Uniti e in Europa. Nel nostro continente c'è il grande limite,come ha detto la prof.ssa Chiara Saraceno al convegno di Roma, che ancora non esiste un welfare europeo, e quindi è difficile pensare, ad una scuola di pensiero economico e sociale in materia, collaudata ed efficace. Siamo infatti a livello di Unione Europea, ancora alle enunciazioni di principio, che sono solo delle enunciazioni generiche.
A queste difficoltà della cultura sociologica europea, occorre dire che c'è un movimento, interessante, nei paesi industriali anche a livello europeo.
Referenti scientifici di queste teorie, sono, oltre ai noti Amartya Sen (premio nobel per l'economia 1998, professore all'Harvard University) e tutta la scuola del micro credito indo angliacana, l'economista liberal, americano, Joseph Eugene Stiglitz (preside Brooks World Poverty Institute, dell'Università of Manchester,premio nobel per l'economia del 2001).
Insomma per tradurre in termini concrete la nuova discussione è se i costi sociali sono solo spesa, o come sostiene questa linea di pensiero, sono degli investimenti.
Poichè questi temi non sono questioni di "lana caprina", ma riguardano concretamente la vita di milioni di persone, spesso molto deboli e in forte difficoltà. Per dare un esempio concreto, l'Unione Europea, stimava in occasione dell'anno europeo 2010, quello della lotta alla fame e l'esclusione sociale, che in Europa ci sono oltre 80 milioni di persone, che per vivere hanno bisogno dell'assistenza pubblica. Per questo e per aumentare la consapevolezza abbiamo pensato di mettere insieme il materiale prodotto in questi due giorni e di divulgarlo per una riflessione, di contenuto. Questo è sicuramente utile a tutti nell'esercizio dei nostri diritti di cittadinanza.
(lavoro di ricerca a cura di Giancarlo Brunello, segretario associazione di ricerca e studi te x castel monte)
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“Quale sanità dopo i tagli? Quale futuro per le risorse in sanità? (Roma 15 marzo 2012)
Questo è titolo di un importante ricerca sulla sanità in Italia.
La ricerca riconferma, come da tempo, lo stanno scrivendo e dicendo molte ricerche, che la salute e il benessere sono per gli italiani fra le loro principali e più importanti preoccupazioni.
Per questo oltre alla spesa, consistente, di salute pubblica, stimata in 113 miliardi di euro, si ricorre alla sanità privata, che viene stimata in un valore di circa 30 miliardi di lire.
Di questi, oltre 14 miliardi, sono per la spesa di prodotti medicinali, articoli sanitari e materiale terapeutico. La ricerca, dice anche, che il 16,6% degli italiani usa medicinali non convenzionali, con punte, del 18,4% nel Nord Est e 18,1% al Centro Italia.
Si spendono, oltre 11 miliardi, per servizi ambulatoriali e, circa, 5 mdl per servizi ospedalieri.
La ricerca del CENSIS rapporta questo costo all'anno 2000, rilevando che c'è un aumento di spesa di circa 6 miliardi di euro.
Aumentano le prestazioni ambulatoriali, più 34,8%; le spese dell'automedicazione e medicinali del 21,1%, del 19% quelle dei servizi ospedalieri.
Occorre anche rilevare che nella sanità privata si registra anche una diminuzione delle tariffe delle prestazioni e, anche qui, si diffonde una cultura del low cost.
Si stima una riduzione sulle tariffe delle prestazioni mediche, in un ranger, dal meno 30/60%. Tutto questo viene quantificato in una riduzione della spesa di circa 10 mld di euro. E ci sono prestazioni low cost del 70/85% sulle tariffe normali. A tal proposito è stato costituito un coordinamento per questo tipo di prestazioni denominato “Assolowcost”.
Aumenta anche il ricorso alla mutualità integrativa privata, fatta dalle società operaie e dalla mutue.
Dati recenti, rilevati dal CENSIS, dicono che le mutue sono, in Italia, oltre 2.800; 5.800.000 gli italiani iscritti e oltre 3 milioni quelli interessati a farlo.
Nel dettaglio delle spese della sanità privata si rileva che essa è fortemente concentrata sull'odontoiatria, stimata in oltre 10 miliardi di euro. Aumenta, anche, il fa da se e l'automedicazione, anche surrogata da consigli del medico di famiglia, dall'aumentata conoscenza delle persone in materia sanitaria e dall'abitudine di prendere medicine o rimedi conosciuti per la loro efficacia personale.
I temi della salute sono una delle conoscenza diffuse tra le persone. Su questo la rete internet fa un lavoro massiccio di conoscenza ed informazione.
Malgrado il costo attuale della sanità pubblica sia rilevante, 113 mdl, si stima un fabbisogno aggiuntivo, ad oggi stimato, mancante, alla fine del 2014, di 15/17 miliardi.
Alcune considerazioni degli italiani sulla sanità.
Il 58,4% degli italiani giudica adeguati i servizi sanitari della propria regione. I cittadini del Nord Est lo sono per l'82,2%. E' il più alto grado di soddisfazione. Mentre quello più basso riguarda le isole e il sud (37,8%).
Il male endemico della sanità pubblica, la ricerca, lo indica nella lunghezza delle liste d'attesa (il 68,5% degli italiani). Quelli che si “lamentano” di più sono i cittadini del Nord Est (71,8%), di meno quelli del Nord Ovest (62,5%). Altra forte lamentela è la mancanza di coordinamento tra le strutture e questo costringe la gente a girare a vuoto. Lo rilevano il 15,8% degli italiani. Chi protesta di più è il Centro (20,8%), seguito dal Nord Ovest (17,9%).
Altra lamentela da rilevare è la rapidità delle dimissioni dagli ospedali (13,8%). Qui la lamentela più forte la fanno i cittadini del Nord Est (18,4%), seguiti dal Centro (15,3%), dal Nord Ovest (14,9%) e infine il Sud e Isole con il 9,3%.
Infine da segnalare la richiesta della fine degli sprechi e dell'inefficienza. Lo chiedono e lo dicono il 56,1% degli italiani. Seguita dall'indicazione di un maggior controllo di qualità sulle prestazioni dei medici di medicina generale (29,5%). I ticket, se ci devono essere, vanno correlati al reddito (29,4%). C'è anche la richiesta di penalizzare i comportamenti dannosi, da parte delle persone verso la propria salute e quando questa ha dei riflessi sul sociale. Lo chiede il 10,4%, degli italiani.
Nella sua presentazione La dottoressa Carla Collicelli, vice direttore generale del CENSIS, ha detto che la sanità non ha avuto, unico capitolo di spesa pubblica, una diminuzione di fondi, negli anni, ma la sua attuale e di prospettiva carenza deriva da nuove e importanti esigenze salutistiche della nazione.
(nota e raccolta materiale a cura di Giancarlo Brunello, segretario dell'associazione "te x castel monte")
Leggi il documento allegato
È un importante contributo del prof. Michele Bargella, già preside della Facoltà di Economia dell'Università degli Studi degli studi di Tor Vergata e consigliere del CEIS (Centro Interdipartimentale di Studi Internazionali sull'Economia e lo Sviluppo), fatto a Parma, il 18 ottobre 2010, alla Fondazione “Andrea Borri”, in occasione di un convegno sul microcredito e microfinanza (titolo del convegno: “Il microcredito e la microfinanza nell'attuale momento economico: un occasione di sviluppo anche per le nuove generazioni”).
Si riporta il testo dell'intervento.
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A Quinto di Treviso (hotel BHR- febbraio 2012) si è svolto il convegno sulle problematiche degli anziani previste dal piano socio sanitario nazionale della Regione Veneto.
Il seminario è stato concluso dall'assessore regionale al sociale, Remo Sernagiotto.
Nelle sue conclusioni l'assessore ha detto che la Regione, per ragioni impellenti economiche, deve riequilibrare l'assistenza sociale e sanitaria regionale, da quella prevalente del ricovero all'assistenza domiciliare.
Questo aggiungiamo noi, oltre per ragioni di costi, è necessaria anche per dare dignità a molti anziani che rimangono, spesso prigionieri, delle case di riposto per molti anni.
In diversi casi basterebbe un aiuto assistenziale domiciliare e potrebbe vivere vicino alla propria famiglia ma anche al territorio nel quale ha vissuto ed ha consolidati interessi amicali e culturali.
Altra cosa, occorrerà, dice l'Assessore, definire dei costi certi per l'assistenza, non alle decisioni autonome e sindacabili che committenti, ma collegata ad un sistema scientifico standard di efficienza e di qualità.
Questo per la trasparenza, ma soprattutto per poter giudicare, da parte dei cittadini, e quindi scegliere informati, quello più idoneo a loro.
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Il CENSIS, ha presentato a conclusione dell'anno 2011, quello dei 150 anni dell'Unità d'Italia, una ricerca sui valori (nuovi) che uniscono la comunità degli italiani.
È il seguito di analoga ricerca fatta, sempre dal CENSIS, nell'anno 1988 per conto della Presidenza del Consiglio di allora, e quella di oggi dal Governo Berlusconi.
È stato somministrato, a 1.500 italiani, un questionario strutturato, con l'obiettivo di sondare gli umori e le opinioni degli italiani. Ne è uscito, per dirla con l'efficace sintesi, fatta, per la stampa, che è: “un affresco della cultura quotidiana del Paese: dalla famiglia al lavoro, dalle relazioni con gli altri al rapporto con la spiritualità”.
La sintesi della ricerca, lasciando ad ognuno, il desiderio e per quanto ci riguarda, il suggerimento di leggerla, scaricando qui, una sintesi ampia, è stata definita, nella presentazione ufficiale come segue:
“La voglia di essere padroni della propria vita, lo slancio delle ambizioni personali, il bisogno di auto-affermarsi, di inventare il proprio destino e di soddisfare i propri desideri sono stati valori che hanno caratterizzato la nostra storia recente e su cui si è costruito lo sviluppo del nostro Paese, almeno dagli anni cinquanta in poi.
La spinta individualistica ha liberato enormi sinergie, ha favorito la crescita di un sistema produttivo fatto di centinaia di migliaia di imprese, ma anche sostenuto la vitalità di un mercato capace di esprimere sempre nuove domande.
Oggi quello sviluppo sembra progressivamente rallentare, la moltiplicazione dei soggetti ha portato a uno sfarinamento delle capacità decisionali nelle questioni di interesse collettivo e l'autonomia dei comportamenti è sfociata in forme di disagio antropologico.
Per il futuro, i valori che faranno gli italiani e l'Italia, sembrano poggiare sempre meno sulla rivendicazione dell'autonomia personale e sempre più alla riscoperta dell'altro, sulle relazioni, la responsabilità. Sono valori che, in questa fase, fanno emergere scintille di speranze che vanno però alimentate e potenziate affinché possano diventare per il nostro Paese nuovo motore di crescita socio economica e civile”.
La sensazione dopo la lettura della ricerca, per chi l'ha fatta o ascoltata, è che quello che si scrive sugli italiani non è vero nulla. Gli italiani sono, decisamente, meglio di chi li rappresenta o li descrive.
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La newsletter “verità e giustizia”, di “libera informazione, osservatorio sull'informazione per la legalità contro le mafie”, presieduto da Santo Della Volpe, pubblica, nel numero 85 del 27 febbraio 2012, la mappa della presenza mafiosa in Italia.
Riprendiamo qui di seguito alcune pagine, che riassumono in modo chiaro, l'espansione mafiosa nella realtà italiana.
La pubblicazione di questa “mappa” è uscita pochi giorni prima della diciassettesima “giornata della memoria e dell'impegno in ricordo della vittime delle mafie”, promossa da Libera, nomi e numeri contro le mafie e da Avviso Pubblico, enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie.
La “giornata della memoria”, che si svolge ogni anno il 21 marzo, primo giorno di primavera, è un'occasione nazionale per ricordare l'impegno degli oltre cinquemila familiari (italiani e stranieri) delle vittime di mafie. Persone normali morti per mano assassina mafiosa perché compiva giornalmente il proprio dovere.
Un appuntamento preceduto da oltre 100 manifestazioni fatte in diversi luoghi italiani.
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AUSER (Associazione di volontariato per la promozione dell'invecchiamento attivo degli anziani e la crescita del loro ruolo nella società) ha presentato un importante ricerca sulla condizione sociale degli anziani. Una ricerca in cui si evidenzia tutta la drammaticità delle difficoltà, vere, e non teoriche, degli anziani.
Com'è stato rilevato anche nei giorni 1 e 2 marzo 2012, al primo convegno di diverse associazioni del non profit, dal titolo: "cresce il welfare, cresce l'Italia, analisi e proposte per il welfare del XXI secolo", le politiche monetariste e finanziarie di questa Europa, hanno fatto fallire i suoi obiettivi della lotta alla povertà e all'esclusione sociale in Europa.
Nella ricerca dell'Auser si affermano alcuni principi base molto preoccupanti, uno fra tutti è quello in cui si afferma che nella popolazione anziana ci sono molte persone che hanno problemi di una regolare alimentazione.
Testualmente si dice: “gli anziani mangiano poco e male. Mancano 400 calorie giornaliere. Mangiano poca carne e pesce, e quindi aumenta il rischio salute”. Poi ancora si afferma che "il 70% degli anziani fa fatica ad arrivare a fine mese".
Insomma una situazione preoccupante sulla quale dobbiamo cominciare a riflettere, perché c'è il rischio di bilanci a posto, ma con una moria di...
Volevamo ricordare anche che quest'anno è l'anno europeo dell'invecchiamento attivo della solidarietà tra le generazioni.
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La domanda di cura e assistenza delle persone disabili e delle famiglie
La disabilità è ancora questione invisibile nell'agenda istituzionale, mentre i problemi gravano drammaticamente sulle famiglie spesso lasciate sole nei compiti di cura.
La Fondazione Cesare Serono, in collaborazione con il CENSIS, ha realizzato due indagini che, coinvolgendo direttamente le persone con disabilità e le loro famiglie, hanno approfondito il loro vissuto in relazione a due condizioni cliniche: l'autismo e la sclerosi multipla.
I risultati della ricerca evidenziano i progressi compiuti negli ultimi anni e la strada ancora da percorrere nella cura e nell'assistenza delle persone con disabilità. Affinchè la centralità della persona e della famiglia diventi il perno elettorale del nostro sistema, le istituzioni devono rilanciare il proprio ruolo di supporto e sostegno solidale...
La ricerca è stata presentata a Roma l' 8 febbraio 2012.
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Il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL) in attuazione della Legge 15, del 4 marzo 2009, e più precisamente in base a quanto disposto dall'articolo 9 (titolo della legge: "Delega al Governo finalizzata all'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e all'efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni, nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al CNEL e alla Corte dei Conti"), ha predisposto la "Relazione Annuale al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali alle imprese e ai cittadini".
La corposa, ma interessante relazione è stata coordinata dal prof. Manin Carabba (docente universitario di diritto amministrativo) e dal dottor Stefano Lo Faso. I due coordinatori sono stati cooadivuati da un gruppo di lavoro fatto da esperti e rappresentanti delle Organizzazioni e Associazioni presenti al CNEL.
L'analisi di dettaglio, di 551 pagine, è preceduta da una sintesi che va da pagina 5 a pagina 61.
Le tamatiche trattate sono la trasparenza degli atti e delle attività della Pubblica Amminuistrazione. Il tema del welfare sociale e sanitario (capitoli specifici: Sanità, Previdenza e Assistenza) e quello dei Servizi alle Imprese (capitoli specifici: pagamento delle pubbliche amministrazioni e sportelli unici).
Scarica la relazione
Il 26 ottobre 2011, a Roma, ACRI (associazione di fondazioni e di casse di risparmio) ha presentato l'annuale sondaggio su “Il Risparmio per la crescita economico e sociale”, in occasione dell'87° giornata mondiale del risparmio.
Vi trasmetto in allegato il sondaggio presentato e la relazione del Presidente Giuseppe Guzzetti.
Voglio precisare che in quell'occasione il Presidente Guzzetti, a braccio ma con tono deciso, ha invitato le Fondazioni Bancarie a concentrare i loro sforzi, quasi in modo esclusivo, verso il sociale e assistenziale.
Scarica la documentazione:
sondaggio
intervento del presidente



