La qualità delle prestazioni  ospedaliere e i diritti dei pazienti

I diritti delle persone si possono e si devono realizzare in sinergia tra chi è deputato ad organizzarli e chi è destinato ad utilizzarli, anche contro la sua volontà (i pazienti).
Non vi è dubbio che per quanto si faccia non è possibile un confronto alla pari.
Il “potere” di organizzare è sicuramente più forte di chi deve usufruire.
Uno degli impegni a cui sono chiamati tutti quelli che operano nella sanità è quello di aumentare la qualità e la quantità delle informazioni, solo così si possono avvicinare i due contendenti del sistema e consentire al più debole, in questo caso l'utente, di esprimere il suo consenso, come dice la legge, il più informato possibile.

Sul terreno della conoscenza anche Castel Monte vuole esserci e dare il suo contributo.
La nostra missione e identità sociale, la carta dei servizi dei Centri di Medicina Poliambulatori sono molto attenti alle persone, ai loro bisogni e al rispetto dei diritti.
La persona è importante, la sua conoscenza e rispetto ci permette di lavorare meglio e di essere più utili.
In questo caso prendiamo due decaloghi.

Uno sul modello dell'ospedale idoneo alla cura delle persone, e uno sui diritti del paziente. Entrambi sono stati ideati e diffusi dal prof. Umberto Veronesi.
Il prof. Veronesi è un oncologo di fama mondiale ed uno dei pionieri della lotta al tumore. È stato direttore dell'Istituto Tumori di Milano, per oltre 15, ed ora dirige l'Istituto Europeo di Oncologia (IEO) una struttura privata all'avanguardia nel mondo per i tumori. Ha fondato la Scuola Europea Oncologica (ESO) ed è stato anche Ministro della Sanità (anno 2000).
Attualmente è presidente della Fondazione Veronesi, un grande istituto che studia le problematiche del tumore.


“decalogo dell'Ospedale moderno”
(illustrato il 21 marzo 2001, avendo come riferimento il piano sanitario nazionale e le linee guida del Servizio Sanitario Nazionale)

Questi i principi ai quali, secondo le indicazioni di Veronesi, deve ispirarsi l’ospedale del futuro, e ai quali si è attenuto Renzo Piano nel progettare il suo ospedale modello:
Umanizzazione. Il malato deve essere posto in un ambiente a misura d’uomo, sicuro e confortevole, in cui sia garantita la privacy. Deve essere informato e guidato. Non deve vivere a stretto contatto con gli altri malati. Deve avere la possibilità di ricevere le visite di parenti e amici a qualsiasi ora.
Urbanità. L’ospedale non deve essere avulso dal centro cittadino, ma piuttosto diventare un prolungamento della città, cioè essere un ‘ospedale aperto’.
Socialità. All’interno dell’ospedale si riscoprono valori ormai considerati del passato, come solidarietà, senso di appartenenza e interdipendenza.
Organizzazione. Elevata efficacia della diagnosi, della terapia e della riabilitazione, e un diffuso senso del benessere all’interno dell’ospedale.
Interattività. Il percorso clinico-diagnostico inizia con la prima visita presso il medico di famiglia e continua lungo le diverse componenti del sistema sanitaio, secondo una logica di continuum assistenziale, che può portare alla fine al ricovero in ospedale.
Appropriatezza. Le cure devono rispondere alle reali esigenze del malato e il ricovero va riservato ai pazienti acuti e non autosufficienti. Per tutti gli altri si deve ricorrere al day hospital o all’ambulatorio.
Affidabilità. Da questo principio, che contempla la capacità diagnostico terapeutica, la sicurezza ambientale, tecnico-costruttiva, impantistica e igienica, dipendono la tranquillità e la fiducia verso l’ospedale.
Innovazione: L’ospedale deve essere flessibile, pronto a cambiare a seconda delle esigenze sotto tutti i punti di vista: terapeutico, tecnologico, organizzativo e formale.
Ricerca. L’ospedale deve essere centro di ricerca clinico-scientifica che, favorendo il continuo aggiornamento e adeguamento alle ultime novità, moltiplica le capacità assistenziali.
Formazione. L’ospedale deve essere un luogo di aggiornamento continuo, professionale e culturale, per medici interni ed esterni, infermieri, tecnici e chi si occupa della gestione.


“decalogo dei diritti del paziente”
(linee indicative e riferimento per la salute e il rispetto dei diritti delle persone)

Il decalogo dei diritti del paziente
diritto a cure scientificamente valide
diritto a cure sollecite
diritto ad una seconda opinione medica
diritto alla privacy
diritto a conoscere la verità sulla malattia
diritto essere informato sulla malattia
diritto a rifiutare le cure
diritto a esprimere le proprie volontà anticipate
diritto a non soffrire
diritto al rispetto e alla dignità